domenica 10 marzo 2013

Gwyllt e il ritorno



Un giorno Gwyllt, ormai adulto si stava incamminando verso il mare, i suoi occhi segnati dal tempo, la sua cicatrice sul mento coperta da una ormai folta barba brizzolata e il suo sguardo acceso e giovane lo accompagnavano lentamente con il suo bastone di tasso. La pioggia copiosa bagnava i suoi capelli e i suoi vestiti rinfrescando i suoi pensieri.
Gli anni erano passati e il suo lungo cammino lo aveva portato ad incontrare diverse nuove realtà.
Aveva incontrato numerose persone e da ognuna di esse aveva imparato qualcosa.
Aveva imparato che molte volte le proprie sensazioni devono essere ascoltate da subito senza dover forzare nulla. 
Aveva imparato che l'amore è incondizionato e che si possono amare più persone e tutto il creato nello stesso momento e in modi così diversi e così simili.
Aveva imparato che i gesti spesso sono più importanti delle parole.
Aveva imparato che quando intraprendi un cammino c'è sempre chi resta indietro.
Aveva imparato che la vita era un bene prezioso.
Aveva imparato tante cose e  la stanchezza fino ad allora non lo aveva mai fermato.
Gwyllt si sedette ai margini del bosco fatato, vicino al mare, l'odore di salsedine e i rumori del bosco che si risvegliava lo rendevano sereno. Un ultimo respiro,  un ultimo sorriso.
La luce era forte, la calma e la tranquillità lo rendevano felice, i profumi di dolci e di amore e un caloroso abbraccio fatto di un'energia ed un ultimo invito. Gwyllt aveva imparato a fidarsi del cosmo e aveva imparato ad avere fiducia nell'amore... Pronto per una nuova avventura in altri mondi sicuro che nessuno lo avrebbe cercato più, perché di lui non vi era più bisogno.
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