mercoledì 1 febbraio 2012

Per amore non si muore



Una sera il giovane Gwylt si trovava a far festa al paese di Zoe la Fata del bosco con una strega conosciuta come Buffall seguace del Mago Nero.
I due si erano incontrati dopo un lungo perigrinare e Buffal aveva tentato di conquistare Gwylt, ma lui a quel tempo era ancora innamorato della fata Zoe e l'aveva rifiutata.
Buffal per gelosia, e sperando di poter passare la notte tra le braccia di Gwylt, durante la festa del paese, mise nella bibita del giovane Gwylt una droga che lo fece impazzire, con inesorabile lentezza, durante il corso della serata.
La ragione lo stava abbandonando quando incomincò ad avere sempre più visioni e strane reazioni.
I due intrapresero la via del ritorno lungo la strada del bosco della fata Zoe e, una volta giunti nelle terre del Mago Nero Gwylt, incitato da Buffall, scorse dei Demoni, sguainò la sua spada e iniziò a brandirla contro i Demoni e lo fece per ben tre volte quando giunsero i Cavalieri Neri.
“Tu cosa stai facendo?” intimarono i Cavalieri Neri e Gwylt rispose:”Vedete stò combattendo dei Demoni e cercando di salvare questa donna” la strega Buffall andò dai cavalieri e disse loro:“ non è vero lui è impazzito e ha iniziato a brandire la sua spada contro quell'albero antico”. I cavalieri allora dissero: “devi smetterla o ti uccideremo” Gwylt rinvenne di colpo e vide che poco prima stava  brandendo la sua lama contro un albero e porse la spada ai Cavalieri Neri i quali la presero in mano e la conficcarono nell'addome del giovane senza alcun preavviso ferendolo.
Il giovane si alzò da terra e li guardò senza ne odio ne rancore e disse “Questo è un abuso e voi lo sapete e di fronte alla legge della Dea pagherete ma da me avete il perdono”. I cavalieri Neri, che all'epoca erano considerati i detentori della giustizia della regione del Mago Nero, lo prelevarono e lo portarono nella Torre del Castello e una volta rinchiuso in una stanza buia iniziarono a seviziarlo e a picchiarlo con violenza inspiegabile.
Una volta finito il tutto Gwylt venne abbandonato in vicolo buio del paese dove il giorno prima si era svolta la festa in modo tale che sembrasse tutta una cosa casuale.
Nel frattempo in paese, finita la festa, la morte, vestita con un mantello nero e con la falce in pugno, affascinante come sempre, faceva i suoi giri di ricognizione alla ricerca della sua prossima vittima ed incontrò Gwylt a terra esamine.
La morte gli si avvicinò: “guarda un po' qua cosa vedo! Un lavoro fatto a puntino! Ti han distrutto l'intestino!” Gwylt in quel momento con la poca forza che aveva disse: “ Morte cara se vuoi prendermi farai un errore perchè lo sai che porto dentro acora molto amore!”. La morte incuriosita guardò Gwylt: “Orsù dimmi Gwylt perchè mai dovrei risparmiarti?”. Gwylt sorrise e prendendosi gioco di lei:” vedi mia cara, come perdono chi mi ha fatto questo perdonerò anche te che mi vuoi portare via e me ne burlerò perchè così mi faresti solo un favore”. La morte infastidita da questa informazione si girò senza salutare e se ne andò alla ricerca di altre vittime.
Il giovane si alzò e recatosi nel bosco con le forze rimanenti si fece curare dai saggi che avevan conoscenza della medicina e molti mesi dovette passare in solitudine. Ma sempre lui affermerà che l'amore lo ha quasi ucciso ma che lo stesso lo ha salvato perchè con esso della morte si è beffato.

Oggi la Fata Zoe vola libera nel suo bosco e, anche se ama Gwylt, non può stare con lui e abbandonare il bosco che senza le sue cure e la sua protezione morirebbe.
Gwylt dedica con attenzione e cura il suo amore alla gente e alla terra senza dimenticare  la fata Zoe che nel suo cuore resterà per sempre.
Ed ogni notte, fino alla fine del mondo,  i due amanti si incontrano nei sogni per potersi accarezzare l'anima.


Racconto di Guido de Beden tutti i diritti riservati con libertà di poter pubblicare citandone l'autore e il sito di provenienza 

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