martedì 31 gennaio 2012

Il risveglio di Gwylt


In un tempo indefinito, quando il mondo delle fate e in comunicazione con il nostro, in corrispondenza del Solestizio d'Estate, all'ora in cui il sole si trova sul quinto meridiano, un giovane stava riposando all'ombra.
Su un Acacia non poco distante  faceva capolino un Corvo: "Giovane! Giovane! Giovane!"
Il giovane stupito guardò verso l'uccello parlante: "e tu che vuoi?" Il Corvo:"avvicinati".
Stupito il giovane si avvicinò all'Acacia con lo sguardo rivolto sempre in alto verso il corvo e sbatté contro un esile Ciliegio.
Il Corvo volgendosi a lui:" hai visto i frutti di quell'albero?" il giovane annuì e il Corvo "non sono ancora maturi e questo è solo l'inizio". Guardando l'albero striminzito, alto poco meno di lui, all'ombra di quell'Acacia, ancora stupito, prese un frutto e lo mangiò, guardando il Corvo  disse "ma siamo a fine Giugno ormai, come mai i suoi frutti non sono ancora tutti maturi?" Il Corvo rispose: "vedi quell'albero è giovane, nonostante le difficoltà è cresciuto e ha dato i suoi frutti avendo la pazienza di aspettare" Dopo aver detto questo il Corvo con il suo tipico gracchiare prese il volo per sparire all'orizzonte.

Il giorno seguente, alle cinque del pomeriggio, il ragazzo, dopo il festeggiamento della notte precedente, riposava gaio all'ombra degli alberi quando un Corvo dalla voce fine lo chiamo" Ehi tu! Ehi tu ! Ehi tu!".
Infastidito il Ragazzo si voltò e guardò verso il Corvo e con meraviglia vide che si trattava di un giovane Corvo dal piumaggio ancora grigio e disse:" dimmi giovane che cosa vuoi?" il giovane Corvo rispose: " ero solo curioso, mi hanno detto che avrei trovato un grande saggio da queste parti ma pare che lui si debba ancora nutrire per crescere e coltivare in lui il seme della conoscenza e della follia" Il ragazzo osservò il giovane Corvo con curiosità e vide un Corvo adulto che portava al becco del giovane da mangiare. Una volta ingoiato il boccone il giovane Corvo disse :"nutriti e vai alla ricerca della tua strada, solo così diventerai saggio e forte". Dette queste parole il giovane Corvo dispiegò le ali e Volo via. Il Ragazzo non capiva e intorno a lui il mondo riprese a muoversi.

Il terzo giorno, l'ombra del sole si proiettava un ora prima delle sei e l'Uomo riposava sempre sotto lo stesso albero spensierato e ripensava alla festa del giorno precedente. Fece capolino un altro Corvo: "Signore! Signore! Signore!". Per niente stupito ma incuriosito volgendosi al Corvo l'uomo disse "dimmi Corvo ti ascolto". Il Corvo mentre si volgeva all'Uomo volava verso una Quercia la vicino: "oggi imparerai molte cose e raccoglierai 21 pietre ma prima devo dirti come ti chiami". L'uomo ancora incuriosito lo guardò:"il tuo nome è Gwylt, selvaggio, folle uomo delle foreste e sarai molto conosciuto". L'uomo non comprendeva e guardava con stupore il Corvo che disse ancora "Avvicinati Gwylt e ascolta il volere degli Dei". Gwylt si avvicinò alla quercia e sentì un ronzio ed incredulo cercò la sua provenienza, erano Api e su quella Quercia vi era un alveare. Gwylt si rivolse alle Api e disse:" e ora cosa devo fare?" le Api in coro dissero "All'ombra di questa quercia raccogli 21 ciotoli di pietra e vedrai che saprai cosa farne quando sarà il momento, Nel frattempo segui il sentiero"
Gwylt raccolse le pietre che diventarono poi i suoi Ogham ma questa è un altra storia. 

Racconto di Guido de Beden tutti i diritti riservati con libertà di poter pubblicare citandone l'autore e il sito di provenienza

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